Bohemian Rhapsody, Freddie Mercury è più vivo che mai

“Love of my life, you’ve hurt me
You’ve broken my heart and now you leave me
Love of my life, can’t you see?”

Bohemian RhapsodyFreddie Mercury scrisse questa canzone per Mary prima di scoprirsi attratto dagli uomini. A lei ha lasciato gran parte della sua eredità e lei gli è stata accanto per tutta la vita. Sarebbe interessante scoprire cosa pensa Mary Austin del film dei Queen nelle sale in questi giorni “Bohemian Rhapsody“. Senza dubbio un’opera realizzata con cura e abnegazione seppure siano presenti alcune inesattezze. Ma non badiamo a questo. Pensiamo invece a un elemento che salta agli occhi a chi guarda il film ed è fan da sempre dei Queen: l’omosessualità di Mercury è trattata oltremodo. Se ne parla troppo durante lo svolgersi della storia. Inizialmente sembra quasi sia un fattore marginale poi però diventa centrale. Quasi come sia stata l’unica ragione della malattia che ha posto fine ai giorni di un uomo diventato leggenda, colui che voleva vivere per sempre e ci è riuscito. Dopo quasi trent’anni da quel 24 novembre 1991 il mondo intero ancora oggi rende omaggio ai Queen e alla sua stella. Come se il tempo non fosse trascorso e le mode non siano cambiate. Come se la musica fosse ancora solo quella di queeniana memoria. Brani indelebili che fanno epoca, evergreen, pietre miliari del secolo scorso, di quello corrente e di quelli che verranno. 

Omosessualità e occhi azzurri di Malek Rami a parte, il film è indubbiamente molto bello, l’interpretazione delbohemian rhapsody protagonista è superba, sembra di rivedere il vero Mercury nelle movenze, nel modo di muovere il viso e di atteggiarsi. Da apprezzare è anche la scelta di non trattare il periodo più buio, la fase della malattia e gli ultimi giorni di vita di Freddie. Come se ognuno di noi possa ricordare la sua energia, potenza, bellezza fino al Live Aid del 13 luglio 1985. Come se fosse ancora qui a cantare, interpretare e farci divertire con il suo modo di fare da star un po’ sornione ma gentile, geniale nonostante l’ingenuità che lo contraddistingueva. Proprio per lo stile un po’ fanciullesco (concedetemi il termine) Freddie Mercury è rimasto un’ anima pura fino alla fine, nel senso più ampio del termine. E per questo che ha scritto e interpretato capolavori immensi.

Bohemian RhapsodySì, lo spettacolo continua ma senza di lui la musica non è più la stessa e lo sanno le persone che vedono Bohemian Rhapsody quando durante il film e soprattutto alla fine nella sala buia del cinema si ritrovano gli occhi pieni di lacrime. Noi fan dei Queen da sempre, ci chiediamo spesso come sarebbe adesso se lui fosse ancora in vita, se sarebbe parte della band o sarebbe diventato con il tempo un solista o se si sarebbe perso… Non importa saperlo, in fondo “Only the good die young“. Consoliamoci onorando ogni giorno la sua memoria quando ascoltiamo le sue canzoni, quando negli stadi risuona “We are the Champions” sentiamoci vincitori. Tutti, nessuno escluso, perché il mondo ha avuto Freddie Mercury e le sue canzoni. Finché avremo orecchie per sentire e cuore per emozionarci ci sentiremo anche noi gli ultimi immortali, eterni e umani contemporaneamente nonostante il trucco ormai sciolto sul nostro viso dove campeggerà un sorriso.

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