Gli “Ale è andato ad Amsterdam” si raccontano in concerto a Madrid

Ale è andato ad AmsterdamIeri sera al Buho Real di Chueca il duo genovese di “Ale è andato ad Amsterdam” ha suonato in concerto. Diego Scali e Angelo Carta si sono esibiti con chitarre e voce dopo la perfomance dell’andaluso Pedro Peligro. Dopo il concerto hanno gentilmente rilasciato un’intervista a spainitaly.it che meglio può spiegare la storia di questi due artisti 29 enni. Sotto l’intervista ci sono due video dell’esibizione di ieri sera. 

Da quanto tempo suonate?

Diego: “Suoniamo insieme da quando abbiamo quindici anni ma per un periodo di dieci anni non abbiamo più lavorato insieme: due mesi fa abbiamo ricominciato. Il progetto quindi ha appunto solo due mesi. Dopo il nostro duo, abbiamo preso strade diverse. Io ho fondato il gruppo “Ale è andato ad Amsterdam” con altre persone. Il chitarrista ha dovuto poi lasciare ed io  ho pensato ad Angelo perché praticamente siamo cresciuti insieme e mi fido di lui”.

Quindi adesso siete un duo?

Angelo: “Quando ci esibiamo in acustico sì per le altre performance siamo in quattro con la band al completo”. 

Perché vi chiamate “Ale è andato ad Amsterdam”?Ale è andato ad Amsterdam

Diego: “Perché non avevamo un nome, ne avevamo bisogno per un concorso che stavamo facendo e la persona che organizzava il tutto mi disse che gli serviva subito uno ed io dissi di non averlo e che stavo aspettando Ale che era andato ad Amsterdam. L’organizzatore del concorso ha pensato di creare appunto il nome Ale è andato ad Amsterdam”. 

Progetti per il prossimo futuro? 

Angelo: “Stiamo lavorando sugli arrangiamenti del nostro primo disco”.

Come vi siete trovati a suonare a Madrid? 

Diego: “Pedro Peligro è un amico che ho conosciuto in Spagna, a Granada, dove ho fatto l’Erasmus. L’ho invitato a Genova per una data e automaticamente lui ha contraccambiato il favore”. 

Ale è andato ad AmsterdamQuali sono le vostre influenze?

Angelo: “Sono prestato al progetto ma parto da influenze reggae e ska che mischio insieme a una tecnica che mi ha insegnato da ragazzino un chitarrista italiano Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore.

Diego: “Per i testi mi ispiro molto ai cantautori italiani come Brunori Sas, cerco sempre di raccontare una storia attraverso delle sensazioni. Sono testi ricercati ma non più di tanto, il giusto”. 

Il sogno più grande degli “Ale è andato ad Amsterdam”?

Diego: “Ce ne sono tantissimi ma sogno un grande palco dove esibirci come quello di un festival”.

Angelo: “Avevamo un progetto da ragazzini: riuscire a tradurre in inglese i testi della canzone tradizionale calabrese”.

Qui la Pagina Facebook ufficiale degli Ale è andato ad Amsterdam

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